La Sicilia ricoprì un ruolo di primissimo piano per l’Ordine dei Templari, configurandosi come uno dei territori più fecondi per l’insediamento della milizia sacra. La sua posizione geografica la rendeva infatti un fondamentale e fertile punto di riferimento per le rotte marittime dirette in Terra Santa, ponendosi come fiorente alternativa alla via di terra della “Francigena”.
Città portuali come Palermo e Messina divennero nodi nevralgici di grande transito, mentre Catania si distinse come fulcro esoterico per eccellenza, animata dalle potenti energie contrapposte del mare e del fuoco dell’Etna, elementi che vibrano da sempre nelle sue vene.
Ad oggi, il fenomeno templare legato al territorio siciliano non ha ancora ricevuto una corretta e profonda lettura storiografica. Una conferma tangibile di questo legame silente si ritrova tuttavia nei reperti eccezionali custoditi nel tempo da antiche famiglie dalle vetuste e nobili radici.
Un esempio straordinario è questa Croce Templare “patente” (Sicilia, sec. XII-XIII) realizzata in argento, smalti e corallo. La struttura è costituita da quattro asce da guerra speculari e rivolte verso l’esterno, decorate con smalti rossi lavorati ad alveolo (cloisonné). Al centro, incastonato come un cuore pulsante, spicca un corallo rosso sangue: un profondo richiamo simbolico al sacrificio e al tributo versato dai Cavalieri per la difesa della cristianità.